L'omosessualità | |
| 30/04/2008 alle 06:11 PM | |
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L'omosessualità Un altro argomento, diciamo molto tabù!!! <br />Ho appena pubblicato la prima parte di un bellissimo racconto scritto dal Pastore Laura Pezzolli della chiesa FTHCME Italia di Bisceglie. Vi invito a leggerlo e a commentarlo insieme, per sapere cosa pensate in merito! <br /><br />http://christiancafe.it/blog/nightfox/<br /><br /> Quote: Un giorno Pietro esce di casa, deve andare al mercato a lavorare. Lavora in un banchetto che vende roba per la casa, pentole, tegami, vasi, bicchieri,…e ha iniziato a conoscere un altro ragazzo che lavora con lui, Matteo, quasi coetaneo. La loro amicizia si approfondisce, col tempo. Iniziano a uscire con la stessa compagnia. Al mercato ogni tanto si scambiano sguardi, si raccontano come si sentono, una cosa tira l’altra…<br /><br />Passa qualche anno. Claudia, la sorella di Pietro, una sera esce con gli amici, gli amici della chiesa. È giugno, e qualcuno aveva visto al telegiornale il corteo del gay pride…..Quella sera ne parlano:<br />“Ma hai visto??? Non è possibile, guarda come ci siamo ridotti.” “Ho letto una volta in Levitico che Dio condanna a morte gli omosessuali.” “Eh sì, faranno proprio una brutta fine, non vorrei essere nei loro panni.” “Anche l’apostolo Paolo in Romani dice delle cose sugli omosessuali. Poverini, mi fanno proprio una gran pena.” “Sai, l’omosessualità è proprio una malattia.” “Davvero?” “Ma no, che non è una malattia!” “Bhe, in ogni caso, uno che nasce così, così rimane. E poi, da dove viene il movimento omosessuale? Questo gay pride, da dove se ne esce?” “Vediamo se mi ricordo qualcosa, a scuola abbiamo fatto una ricerca. Mi sembra che, dopo un sacco di tempo che i gay le prendevano di santa ragione da parte della polizia nei locali gay di New York, nel 1969 si siano ribellati malmenando i macho della polizia, che erano entrati allo Stonewall per uno dei tanti raid punitivi, se non mi sbaglio.”<br />“No, no, non ti sbagli, anch’io mi ricordo questo nome, lo Stonewall. E poi mi ricordo che da questo episodio nasce la fierezza gay, il cosiddetto gay pride, la fine di quel sentimento di vergogna per essere diversi.”<br />“È vero, ecco perché ho letto recentemente che uno dei primi passi che dovrebbe fare un ragazzo che crede di essere omosessuale è il cosiddetto coming out, cioè riconoscere la propria omosessualità e uscire allo scoperto.” “Bhe, direi che lo stanno facendo. Non hai visto al telegiornale quanti sono? Noi che in chiesa siamo quattro gatti!!” “Saremo pure quattro, saremo pure gatti, ma almeno non siamo gay….!!!” “Potremmo provare a diventarlo, forse la chiesa crescerebbe!!!” “Spiritosone, provaci tu! Io gay non ci divento!” “Però, se noi potessimo aiutare queste persone….scommetto che non stanno bene con sé stesse….” “Ma lo sai che hai proprio ragione! Secondo me questo ostentare una diversità del genere nasconde spesso una confusione enorme, un rifiuto di sé stessi e una profonda tristezza…”<br />“Ma va là, stanno benissimo, loro, non vedi che sono felici come delle pasque?”<br /><br />Anche Pietro e Matteo quella sera escono, quella stessa sera, e anche loro hanno visto al telegiornale la stessa manifestazione.<br />“Pietro, la tua famiglia è cristiana, ma tu glielo hai mai detto che sei gay?” “No, e mai glielo dirò!” “Ma come, ti vergogni di me?” “No, ma non ho il coraggio, chissà cosa penserebbero.” “Bhe, sai, io so che c’è tanta gente al giorno d’oggi che ha idee molto moderne, all’avanguardia. Ma, scusa, in fondo, Dio non è amore? Che male c’è ad amarsi, anche se siamo due uomini?” “Non lo so, vorrei pensarla così anch’io, ma sono cresciuto con certi principi e mi sento terribilmente in colpa.” “Dai, su,…..sentimi a me, Dio benedice qualunque tipo di amore. E, anzi, desidera che tu ti possa godere la vita. Sciogliti, rilassati, vedrai che prima o poi anche la tua famiglia e la tua chiesa capiranno e staranno al passo con i tempi!! Ormai la società è aperta, e ci dobbiamo adeguare ai tempi. Non puoi rimanere così, soffri e basta! Io ho superato questa fase, ormai la gente sa che sono omosessuale. Certo, all’inizio è stato difficile uscire allo scoperto, ma ora la gente mi accetta per quello che sono, e vivo felicemente la mia condizione.”<br />“Eh, tu dici così, ma io ti conosco, non è vero che stai bene con te stesso, perché hai delle crisi d’identità pazzesche!”<br /><br />Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava…<br /><br />Claudia torna a casa, e prima di andare a dormire legge la Bibbia. Visti i commenti della serata, legge alcuni passi che parlano Levitico 18:22 Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. Levitico 20:13 Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. Romani 1:27 Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento.<br />Dopo aver letto questi versi, Claudia si addormenta con una preghiera: “Grazie, Signore, che io non sono come loro, e che nessuno della mia famiglia è come loro. Amen.”<br /><br />Torna a casa anche Pietro. Ha molta confusione. Prima di andare a dormire decide di leggere la Bibbia. Vista la conversazione con Matteo, legge proprio quei versi che gli ha ricordato Matteo.<br />1Giovanni 4:7,8,18<br />Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, Poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore.<br />“Allora è vero!! Dio È amore. Sono solo le mie idee che mi fanno sentire in colpa e mi danno una sensazione di paura. Matteo non si sente affatto in colpa, e non ha neppure paura del giudizio degli altri – certo, ma lui non è nemmeno credente!! Eppure, prima o poi ai miei genitori glielo devo pur dire.”<br />La sera dopo Claudia legge 1Giovanni, e Pietro legge Levitico e Romani.<br /><br />Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava…<br /><br />Claudia è amica tua, e Pietro anche, è da anni che li conosci. Non sai nulla dell’omosessualità di Pietro. Ti telefonano tutti e due, separatamente, per incontrarti, dicendoti solo che hanno voglia di rivederti. Invece hanno un sacco di domande, tutti e due, proprio sull’omosessualità, e sanno che forse da te possono avere qualche risposta. Pensando di fare una gradita sorpresa a entrambi, tu li inviti a casa tua lo stesso giorno, alla stessa ora.<br />Dlin dlon!<br /><br />“Ciao, Claudia, da quanto tempo che non ti vedo…….entra, accomodati!”<br />Pochi minuti dopo….Dlin dlon!<br />“Ciao, Pietro, che bello rivederti, dopo tanto tempo. Vieni, c’è una sorpresa per te!”<br />Claudia e Pietro sembrano imbarazzati e quasi indispettiti di trovarsi insieme. Soprattutto Pietro. Non sospettando assolutamente nulla, tu inizi una specie di conversazione amichevole.<br />“Bhe, allora, cosa mi dite di bello???? Cosa avete fatto in tutti questi anni?”<br />Silenzio di tomba. Dopo molti sforzi tuoi di intavolare vari argomenti, riuscite a chiacchierare in modo pseudo-normale per circa mezz’oretta. Poi di nuovo la conversazione langue, e tu ne approfitti per offrire un gelato.<br />A questo punto Claudia decide di partire con le sue domande, anche se è presente anche il fratello, e lei non sa come la pensa, perché non hanno mai parlato dell’argomento.<br />“Ecco, vedi,……io so che tu ne sai a pacchi di Bibbia e robe varie….È vero che Dio condanna l’omosessualità? Ho letto in Levitico e poi anche in Romani….”<br />E Pietro ribatte subito.<br />“Ma….veramente, Dio ama tutti! E la cosa importante è che anche NOI amiamo, non importa se uomo o donna! Lo dice 1Giovanni!”<br />E inizia una discussione tra i due, che si fa sempre più accesa. E tu stai a guardare, non sapendo bene cosa fare. A un certo punto, Claudia sbotta.<br />“Ma, insomma…..non sarai mica gay????”<br />E lui tace imbarazzato. A questo punto, avendo intuito come stanno le cose, intervieni tu.<br /><br />Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava…<br /><br />“Vedete, tutti e due avete colto due aspetti di questo argomento, l’omosessualità, che sono verissimi entrambi, e cioè la condanna dell’omosessualità e l’amore di Dio verso tutti. Però questi due aspetti vanno presi insieme, non singolarmente, per ottenere un’interpretazione che sia equilibrata e costante, e che non cada negli estremismi. Infatti, se trascuro l’amore di Dio e considero solo l’aspetto della condanna, gli omosessuali diventano quasi degli untori contro cui combattere. Viceversa, se mi baso solo sull’amore di Dio e non lo bilancio con tutta la Parola, l’amore di Dio diventa la giustificazione che mi permette di fare tutto quello che voglio.<br /><br />Claudia ti chiede: “Allora, come si conciliano questi due aspetti? In effetti, è vero che io ho sempre avuto l’impressione che Dio fosse diverso nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.”<br /><br />“Leggiamo insieme alcuni passi per vedere come leggere la Scrittura in modo equilibrato”:<br />Levitico 18:22<br />Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole.<br />Levitico 20:13<br />Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.<br />Levitico 25:44 - schiavitù<br />Quanto allo schiavo e alla schiava che puoi avere, li prenderai dalle nazioni che vi circondano; da queste comprerete lo schiavo e la schiava.<br /><br />I primi due passi condannano l’omosessualità, e il terzo avvalora la schiavitù. Bhe, allora, se prendiamo alla lettera il Vecchio Testamento, condannando l’omosessualità, lo dobbiamo prendere alla lettera nella sua interezza, quindi dovremmo anche ripristinare la schiavitù e accettarla come una volta. In effetti, la Bibbia è stata usata spesso nella storia per distinguere esseri umani superiori e inferiori, per esempio i bianchi superiori alle persone di colore, o gli uomini superiori alle donne. In realtà una lettura di questo tipo della Bibbia è molto parziale e perciò scorretta.<br /><br />Nel brano di Levitico 25:44 viene ancora “permessa” la schiavitù, ma solo perché, a quel tempo, l’uomo non era ancora pronto per accettare l’uguaglianza delle razze e, in generale, degli esseri umani. Discorso che, invece, viene ripreso nel Nuovo Testamento, quando l’uomo era pronto a capirlo, Nuovo Testamento che dichiara senza nessuna esitazione che “in Cristo non c’è più né schiavo né libero,…né maschio né femmina” (Ga. 3:28), come a voler intervenire su due faccende scottanti, la superiorità delle razze e la presunta superiorità dell’uomo sulla donna! Il messaggio liberatorio di Cristo spesso non è stato colto nella sua pienezza e nel suo scopo di completare, finire, adempiere il Vecchio Testamento. Se leggiamo solo l’Antico Patto, ci limitiamo a dare un’interpretazione parziale della Parola, che non è quindi completa né tanto meno corretta. Se leggessimo solo il Vecchio Patto, potremmo facilmente concludere che la schiavitù è accettata da Dio, ma alla luce del Nuovo Testamento sappiamo che non è assolutamente vero!<br />Nel caso dell’omosessualità, invece, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento si leggono dei commenti di riprensione. Non si trattava di un concetto che Dio aspettava di rivelare all’uomo con la redenzione di Cristo, e non si trattava nemmeno di qualcosa che l’uomo avrebbe compreso col tempo. La sessualità, fin dall’inizio della creazione, ha sempre avuto uno scopo ben specifico, che non è mai cambiato nel corso del tempo. La sessualità, per come emerge dalla Scrittura, non è finalizzata solo alla procreazione, ma è confinata al rapporto tra uomo e donna. Se così non fosse, emergerebbe dalla Parola qualcosa d’altro. La sessualità nell’ambito dello stesso sesso non rientra nel piano di Dio. È la lettura del Nuovo Testamento che fa luce e rivela il Vecchio Testamento”.<br /><br />“È difficile – dice Pietro – non riesco ad afferrare bene questo concetto”.<br />“Vedi – continui tu – è come andare al cinema. Tu l’hai vista la serie di Matrix?”<br />“Sì, li ho visti tutti!”<br />“Ecco, allora dimmi un po’, io non ne ho visto neanche uno. Se stasera avessi voglia di vedermi un film, tu mi consiglieresti di vedere il secondo episodio di Matrix?”<br />“Bhe, forse è meglio che tu cominci col primo, se non l’hai mai visto”.<br />“Ok, mi noleggio il primo. Mettiamo il caso che mi piaccia proprio molto, però mi fermo lì e non vedo gli altri. Secondo te posso dire che so come va a finire la storia?”<br />“Certo che no! Te li devi vedere tutti, compreso l’ultimo episodio, e te lo consiglio perché è proprio bello”.<br />“Ed è così anche per la Scrittura, Pietro! Pensa che il Vecchio Testamento sia il primo episodio, e il Nuovo Testamento il secondo. Di certo non puoi dire che conosci la fine della storia finché non hai visto anche il secondo episodio. E se il secondo episodio contraddice il primo, devo considerare il più recente, no? Invece, se il secondo episodio conferma il primo, va bene così. È più chiaro adesso?”<br />“Sì, molto più chiaro, grazie”.<br />Pietro continua: “Però ti devo chiedere anche un’altra cosa. Hai letto in Levitico che gli omosessuali sono condannati a morte. Ma che razza di amore è questo, che invece di perdonare condanna a morte? Mi sembra poi di ricordare che anche in Romani, nel Nuovo Testamento, i commenti sugli omosessuali siano molto pesanti. Ma allora, dov’è che Dio ci dimostra tutto questo amore?”<br />“Questo lo vediamo tra un po’, Pietro – continui tu – ora prendiamoci un bel caffè!” Moderatore ChristianCafe |
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| 06/05/2008 alle 05:21 PM | |
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Re: L'omosessualità Pubblicata la seconda parte del racconto sul blog:http://christiancafe.it/blog/nightfox/<br /><br /> Quote: “Bhe, Claudia e Pietro, vi devo dire che questo caffè mi ricorda tanto gli anni passati, quando ci trovavamo a chiacchierare con gli amici. Sto trascorrendo davvero un bel pomeriggio”.<br />“Anch’io – ribatte Claudia – sono molto attenta a quello che dici. Ora però sono curiosa di leggere anche la lettera ai Romani”.<br />“Pronti. Metto solo via le tazze, così abbiamo più posto…..<br />Romani 1:18-27 18. Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia. 19. Poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché DIo lo ha loro manifestato. 20. Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. 21. Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono diventati insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. 22. Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, 23. e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. 24. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. 25. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 26. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. 27. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in sé stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento.<br />“La chiave per comprendere questo passo è il v. 21, che parla di credenti che hanno conosciuto Dio ma, pur avendolo conosciuto, non l’hanno ringraziato né glorificato, anzi l’hanno soffocato con l’ingiustizia (v. 18). In sostanza, in questo brano l’apostolo Paolo non sta parlando di omosessuali in generale, non sta prendendo in esame la categoria degli omosessuali, non sta parlando di omosessuali che cercano Dio, che sono curiosi di Dio ma non lo conoscono, che hanno un certo stile di vita magari perché nessuno gli ha mai proposto un’alternativa, non sta parlando di omosessuali che vorrebbero seguire un cammino cristiano ma non sanno come fare.<br />L’apostolo Paolo, in questo brano di Romani, parla invece di persone che hanno deciso consapevolmente, dopo aver conosciuto la compassione di Dio, di girargli le spalle, di travisare il messaggio del Vangelo e di adorare un altro uomo invece di Dio. Non tutti gli omosessuali sono così, quindi questo brano parla solo di alcuni di loro, descrive e condanna il comportamento di coloro che hanno gustato la bontà di Dio, hanno sperimentato il Suo amore, ma hanno consapevolmente scartato tutto questo.”<br />Pietro commenta così: “Appunto! Io comunque vedo una progressione. Cioè, nel Vecchio Testamento tutta l’omosessualità era condannata, nel Nuovo invece solo alcuni di loro, quelli che avevano sperimentato la bontà di Dio ma l’hanno rifiutata, ed ora invece la società è pronta ad accettare e ad accogliere l’omosessualità! Solo che Dio non l’ha scritto nella Sua Parola.”<br />Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava…<br />“Bhe, Pietro, è vero che è molto di moda l’idea che la Bibbia si debba adeguare ai nostri tempi, alla nostra società, alla nostra cultura, ai nostri stili di vita. Ma la Bibbia racchiude il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, e sa benissimo di cosa abbiamo bisogno oggi. La società andrebbe molto meglio se fosse istruita di più secondo i principi biblici. Sono sotto gli occhi di tutti le devastazioni, i divorzi, gli aborti, le famiglie smembrate, tutto provocato dal fatto che non seguiamo più quello che c’è scritto qui dentro. Basta amare….logicamente, filosoficamente non fa una piega….ma qui dentro c’è scritto che non funziona. Così come c’è scritto che i rapporti extraconiugali non funzionano – e oggi possiamo dire che ne abbiamo l’evidenza. Cinquant’anni fa non lo sapevamo. Cinquant’anni fa ci sembrava un’idea stuzzicante, moderna, all’avanguardia avere rapporti extraconiugali. Anzi, era il modo migliore per rivitalizzare un rapporto! Ma ora, dati statistici alla mano, ne paghiamo le conseguenze. Ora sappiamo che non funziona. Ora sappiamo che le famiglie sono state distrutte per questo. Per non seguire quello che dice la Parola di Dio, quella Parola immutabile, quella Parola Eterna, quella Parola Infallibile. Quella stessa Parola che afferma che l’omosessualità non funziona. Ma per l’omosessualità non abbiamo ancora dati sufficienti, non c’è l’evidenza di quanto non funzioni, ma il tempo e l’esperienza lo dimostrerà. Dio ci vorrebbe solo far evitare altra sofferenza inutile.<br />È verissimo, Pietro, e su questo sono d’accordo, che la Parola e il tempo in cui viviamo sono in un certo qual modo “sfasati” ed è necessario un “adeguamento”. Questo perché non abbiamo compreso il messaggio globale del Vangelo, cioè che Gesù non è venuto ad abrogare la legge, ma ad adempierla. Gesù ha impersonificato rigetto del peccato e compassione per il peccatore, e noi non siamo capaci di farlo. Cadiamo in un estremo: o tutto è lecito perché tutto è amore, Dio è amore, oppure tutto deve essere condannato perché tutto è sbagliato. Gesù ha manifestato con la sua vita l’equilibrio, ha vissuto la Parola. Gesù è la Parola. In questo senso siamo noi, è la nostra società, è il nostro tempo, che si deve adeguare alla Scrittura. Ci sembra sempre di essere così all’avanguardia, ai vertici dell’era tecnologica e moderna, ma alla fin fine siamo molto indietro rispetto all’equilibrio e al modello presentato dalla Parola.<br />Non abbiamo ancora imparato ad amare. Gesù ci ha mostrato cosa vuol dire condannare il peccato ma amare il peccatore, ma per noi è così difficile farlo! Siamo indietro! Dobbiamo adeguarci alla Scrittura!”<br />“A me però non è ancora molto chiaro cosa intende la Bibbia quando parla di amare e basta, e dice che l’importante è amare – salta su Claudia – dov’è che l’ho letto? Sto facendo un po’ di confusione, e dovrò poi riordinare le idee, ma da qualche parte l’ho letto!”<br />“1 Giovanni! – sbotta Pietro – ecco dov’è che lo dice. Questo passo sì che me lo ricordo! È uno di quelli che mi piacciono di più!”<br />“Hai ragione, Pietro, è proprio in 1 Giovanni. Leggiamolo insieme”.<br />1 Giovanni 4:7,8<br />7. Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, Poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio.<br />8. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.<br />“Vedete, un’altra cosa molto importante che dobbiamo sempre tenere in mente quando leggiamo la Parola è considerare il contesto descritto. In questo caso, il contesto del brano è la venuta di Gesù e la redenzione dai nostri peccati (v. 9,10). Questo tipo di amore di cui si parla in questo brano è proprio quell’amore che ha spinto Dio a mandare il Suo Figlio unigenito nel mondo, affinché noi vivessimo per mezzo di Lui. Questo è il tipo di amore che caratterizza Dio, un amore non egoistico. Ed è lo stesso amore che dovremmo avere noi gli uni verso gli altri. Ma non sta parlando assolutamente delle relazioni coniugali, nessuno di questi versi parla di marito, o di moglie, o di matrimonio. In altri passi della Scrittura si parla in modo specifico di matrimonio e del tipo di amore richiesto dal marito verso la moglie e viceversa. Ma non qui. Il contesto di questo passo è l’amore non egoistico che dovremmo manifestare nelle relazioni sociali, nei confronti del prossimo, verso cui possiamo, e dobbiamo, cercare di essere il più altruisti possibili, proprio perché chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio (v. 15) – e quell’amore così altruista di Dio ora è dentro di noi. Ma questo tipo di amore non c’entra nulla con l’omosessualità.”<br />“Mamma mia, allora è proprio vero? Gli omosessuali sono proprio persone sbagliate, nate male, dei diversi, lontani da Dio e condannate?” Chiede Pietro con un viso molto deluso, triste e amareggiato.<br />“No, Pietro! Ricordati sempre di considerare anche il Nuovo Testamento – Gesù è venuto a salvare il mondo, non a condannarlo - Dio ama gli omosessuali, Gesù è morto per gli omosessuali, non c’è nessuna differenza tra le persone. Molte volte noi invece la differenza la facciamo. Se è vero che il messaggio della Scrittura è chiaro, è anche vero che noi cristiani non siamo quasi mai all’altezza del messaggio della Scrittura. Perché per noi è estremamente difficile combinare il giudizio sul peccato e l’amore per l’essere umano. Però ci possiamo provare con tutto noi stessi.”<br />Pietro viene compunto, scoppia in un pianto liberatorio e dice di essere omosessuale.<br />Tra i singhiozzi, poi, si sfoga gridando: “Ma io credo di essere nato così, non ci posso far nulla. Se Dio mi ama tanto da avermi fatto nascere così, ora che ne fa di me?”<br />Mentre Claudia cerca di consolare Pietro e di dimostrargli affetto, tu vai a prendere il dizionario d’Italiano.<br />“Pietro, ascolta. Quello che la società trasmette, le idee e i pregiudizi che ci vengono inculcati non sono necessariamente veri. Guarda, ti faccio leggere la definizione che il dizionario dà di omosessualità: Tendenza a trovare soddisfazione sessuale con persone dello stesso sesso.<br />Sai cosa vuol dire “tendenza”? Vuol dire propensione, attitudine, inclinazione, orientamento, consapevole indirizzo verso<br /><br />qualcosa.<br />Tu mi hai detto prima che credi di essere nato omosessuale, pensi di aver avuto fin dalla nascita questa propensione, questo orientamento. Ma ti devo contraddire, Pietro. Non metto in dubbio che tu senta questa tendenza dentro di te, ma non sei nato così.<br />La genetica lo dimostra. È uscito un articolo sulla rivista scientifica Newton (Nr. 4, Aprile 2003) sul DNA. Una domanda a bruciapelo mi ha colpito dell’articolo: esiste il gene dell’omosessualità? La risposta è no. La scienza ha verificato che l’omosessualità non ha natura genetica. Pietro, non sei nato così. Dio non ti ha pensato così.”<br />“Se non sono nato così, come mai lo sono diventato? Cosa è successo in me che mi ha portato a diventare omosessuale?”<br />“Non lo so, Pietro. A volte le ragioni sono complesse, emotive, caratteriali, e probabilmente anche fisiche, ormonali…..può trattarsi di rigetto, di rifiuto, di sofferenza interiore, di ribellione, di abuso subìto….che in alcune persone provocano come risultato l’omosessualità, in altre magari la violenza, in altre depressione,…..<br />Vedi, la nostra natura peccaminosa, e talvolta l’ambiente in cui nasciamo e cresciamo, determinano in noi un certo tipo di sensazioni. Questo vale non solo per l’omosessualità ma per qualsiasi altra emozione che proviamo. Se cresciamo in una famiglia in cui l’”amore” si dimostra con la violenza, cresceremo con l’idea che la violenza è sinonimo di affetto. Se cresciamo in un ambiente in cui il timore di Dio regna quotidianamente, sapremo comprendere con maggiore facilità che Dio benedice chi lo ama.<br />Capita talvolta che la nostra stessa costituzione fisica ci indirizzi verso una coscienza di sé particolare. La bambina dal fisico piuttosto maschile che non viene incoraggiata nella sua femminilità, tento per fare un esempio, spesso sviluppa caratteristiche, anche caratteriali, specifiche del sesso maschile. Lo stesso capita per il bambino nato con un corpo esile e dai tratti aggraziati. Se non viene incoraggiato a sviluppare la sua mascolinità, spesso preferisce pensare che la sua diversità caratteriale sia un “difetto” di nascita.<br />Non so quale sia stata la causa che ha portato te a sviluppare una tendenza omosessuale. Qui la mia conoscenza è molto limitata. Ma puoi chiedere aiuto a qualcuno che ne sa di più di me. E poi, non ti dimenticare, lo Spirito che dimora dentro di te ti conosce meglio di chiunque altro, e Lui lo sa senza dubbio!”<br />Pietro ricorda, “È stato molto difficile per me riconoscere la mia omosessualità. Avevo paura, vergogna….poi però mi sono rassegnato.”<br />Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava… Moderatore ChristianCafe |
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| 14/05/2008 alle 11:06 AM | |
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Re: L'omosessualità Strano che ancora nessuno si sia espresso su questo argomento... Moderatore ChristianCafe |
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| 02/06/2008 alle 01:47 PM | |
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Re: L'omosessualità Non ho letto tutto quello che dici il libbro che hai postato, comunque io penso che l'omossesualità sia una devianza che va curata, non che sia una malattia, ma un problema della personalità che non permette di avere il giusto senso della propria sessualità.<br /><br />Non credo prorpio che Dio abbia stabilitò che si viva come si fa oggi! Non lo trovo in nessun posto della bibbia.<br /><br />http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=25206&sez=HOME_INITALIA La semplicità è compagna della verità come la modestia lo è del sapere. |
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| 02/06/2008 alle 07:40 PM | |
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Re: L'omosessualità Il problema è che oggi la società sembra imporre che arrivati ad una certa età bisogna capire qual'è il proprio orientamento sessuale... :surprice:<br /><br />In realtà non è affatto così, l'orientamento sessuale è genetico, e qualsiasi deviazione è solo di origine psicologica, spesso la manifestazione di problemi profondi.<br /> Moderatore ChristianCafe |
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| 06/06/2008 alle 09:51 AM | |
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Re: L'omosessualità Avevo commentato nel blog e non mi ero reso conto che c'era anche la discussione.<br />Come ho già detto nel Blog di NightFox, credo che in situazioni così complesse sia importante partire da una parte dall'esperienza personale omossessuale e dall'altra dall'intervento dell'amore divino.<br />Perchè spesso alcuni peccati li additiamo con facilità e ci indignamo (come se avessimo il diritto di farlo! |
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| 06/06/2008 alle 10:22 AM | |
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Re: L'omosessualità certo, tendiamo a classificarle maggiormente perchè ci sono stereotipi e pregiudizi di fondo e anche perchè si tratta di un argomento verso il quale la maggior parte delle persone sente di stare nel giusto e di conseguenza "ha il diritto" di giudicare chi non lo è.<br />Credo che il difficile nel relazionarsi con un omosessuale sia amare la persona e odiare il suo peccato. Naturalmente credo che il nostro compito è quello di presentare la salvezza alla persona, in quanto Gesù è morto per tutti ed ha dimostrato amore verso tutti. <br />Allo stesso tempo credo che non bisogna cadere nella possibile trappola di un eccessivo buonismo o permissionismo, perchè non è difficile trovarsi di fronte persone che ne traggono un "vantaggio secondario", ovvero tengono molto a tutte le cure e le attenzioni che noi gli dedichiamo, ma in realtà non sono interessate ne alla salvezza, ne al cambiamento. Moderatore ChristianCafe |
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| 14/06/2008 alle 02:29 PM | |
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Re: L'omosessualità Non ho mai capito se l'omosessualità è soprattutto uno scompenso ormonale genetico. In ogni caso l'omosessuale, se vuole essere cristiano, deve semplicemente rimanere casto (come tutti gli altri cristiani prima del matrimonio) e ovviamente non sposarsi con un uomo. Altre spiegazioni che approverebbero il comportamento penso sia meglio lasciarle a chi non è cristiano, altrimenti cadiamo anche noi nella bella filosofia del mondo. Ulma modifica: 06/06/2009 alle 11:29 PM |
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| 14/06/2008 alle 02:55 PM | |
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Re: L'omosessualità Quote: <br /><br />L'omosessualità non è una condizione dovuta a fattori genetici. Detto questo un cristiano che pensa di essere omosessuale deve essere aiutato, non ha risolvere il suo orientamento sessuale perchè il problema non è quello. L'omosessualità è una manifestazione di una condizione, di un problema, una situazione (che dir si voglia), latente. <br />In quanto cristiano non possiamo esimerci dal trattare questi argomenti, oggi più attuali che mai. Originariamente inviato da author=Arkadico link=topic=56.msg651#msg651 date=1213446597 <br />Non ho mai capito se l'omosessualità è soprattutto uno scompenso ormonale genetico. In ogni caso l'omosessuale, se vuole essere cristiano, deve semplicemente rimanere casto (come tutti gli altri cristiani prima del matrimonio) e ovviamente non sposarsi con un uomo. Altre spiegazioni che approverebbero il comportamento penso sia meglio lasciarle a chi non è cristiano, altrimenti cadiamo anche noi nella bella filosofia del mondo.<br />Moderatore ChristianCafe |
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| 18/06/2008 alle 12:42 AM | |
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Re: L'omosessualità La fornicazione omosessuale<br /><br />Cari fratelli,<br />già dalla prima sfilata del Gay Pride “orgoglio dell’omosessualità” di Roma ho sentito e continuo a sentire un grande peso riguardo al problema dell’omosessualità. La situazione non va migliorando, anzi, diventa ogni giorno più grave e bisogna parlarne. Quelli che credono nella Parola di Dio devo-no alzare la voce e annunciare la Verità.<br />Nei luoghi celesti si sta combattendo una battaglia tremenda. Una guerra che coinvolge l’intera umanità. Satana ha sguinzagliato per il mondo un esercito di falsi dottori, falsi predicatori, falsi pro-feti, che stanno seminando iniquità ed eresia. Nel capitolo 2 della seconda lettera dell’apostolo Pie-tro, è scritto che sorgeranno falsi dottori (teologi) che introdurranno eresie di perdizione. Anche da questo sappiamo che siamo negli ultimi tempi. <br />Nel principio, come troviamo scritto dai primi versi della sacra Bibbia, Dio ha creato l’uomo ma-schio e femmina e ha detto che l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà con sua moglie (femmina) e i due saranno una sola carne. Alla fine della Bibbia, nella Lettera agli Ebrei, 13:4 è scrit-to: “Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri”. Tutta la Sacra Scrittura ammonisce: il matrimonio sia tenuto in onore da tutti, da chi crede e da chi non crede, i rapporti sessuali fuori dal matrimonio sono peccato. Purtroppo attualmente non è più così, il matrimonio viene svuotato del suo sacro signi-ficato e minato alle fondamenta. La fornicazione è considerata un diritto, una pratica di cui si ha bi-sogno; infatti è diventata prassi comune. Ormai il matrimonio è considerato troppo impegnativo, su-perato, si convive temporaneamente, finché dura. <br />La Sacra Scrittura, però, ammonisce i figli di Dio, “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo”. Poi ricorda loro: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi” verità scomoda “non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati - da Gesù Cristo - a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1 Corinzi, 6:18-20). <br />La fornicazione, in greco porneia, ha varie manifestazioni e una delle peggiori è proprio l'omo-sessualità, di cui parla Levitico, 18:22: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” e nel capitolo 20:13, aggiunge: “Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole...”. Ai giorni nostri, invece, si rivendica la libertà e si manifesta pubblicamente addirittura l’orgoglio di pra-ticare questa abominazione. Questa non è libertà. La libertà non è fare quello che i sensi desiderano, ma la volontà di Dio. Tutti quelli che non hanno rinunciato alla vita peccaminosa sono ancora sotto la schiavitù del peccato. Per questo Gesù Cristo ha dato la sua vita in sacrificio, perché tutti quelli che lo desiderano siano liberati dalla schiavitù del peccato e ricevano la vita eterna. La vera libertà non è possibile procurarsela da soli, per essere veramente liberi c’è bisogno dell’aiuto di Dio, altri-menti si rimane schiavi del proprio peccato. Solo il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato (1 Giovanni, 1:7). <br />Ai giorni nostri, si reclama maggiore libertà, ma per libertà si intende solo quella propria e il permesso di peccare a piacimento. Molti si schierano per la verità e la giustizia, ma ci sono troppi che sono contro di esse. Satana ha sguinzagliato un esercito di suoi servitori che non credono nella Parola di Dio, ma la torcono a proprio favore. Si trovano anche fra i pastori e i teologi di alcune chie-se evangeliche.<br />Prima di convertirmi a Cristo avevo una religione, come tanti altri, però vivevo nel peccato: “Ma ciò che per me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo. Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura” (Filippesi, 3:7-8). La religione non basta, la salvezza si riceve solamente da Gesù Cristo. Solo il sangue sparso dal Signore Gesù sulla croce purifica il credente dal peccato. Dal giorno in cui mi sono convertito non sento più il desiderio di vivere quel genere di vita, la mia vita è Gesù Cristo. Noi cristiani non siamo evangelici solo perché abbiamo cambiato religione, ma perché viviamo secondo il Vangelo. I veri credenti vivono per ereditare il regno dei cieli e non per godere dei benefici terreni. <br />Desidero confermare che la fornicazione tra maschi è un peccato grave agli occhi di Dio! Lo Spi-rito Santo ci esorta a denunciare le opere delle tenebre. I cristiani non possono fare a meno di con-dannare il peccato e l’eresia. Bisogna che sia ribadito ciò che procede da Dio e che sia fermamente rifiutato ciò che contrasta con il Vangelo. <br />La Parola di Dio non cambia mai. La Sacra Bibbia è sempre la stessa e quello che in essa è scrit-to è l’unica verità. Anche se la società considerasse accettabile questo male, Dio non ha cambiato opinione e neppure noi che siamo di Cristo la dobbiamo cambiare. Nella lettera ai Romani, 1:18, è scritto: “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia”. Dio è contro l’ingiustizia e il peccato. La Parola di Dio considera il rap-porto carnale tra maschi un atto “infame”. L’apostolo Paolo scrive: “Dio li ha abbandonati a passio-ni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; simil-mente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami” (Romani, 1:26,27). Come è stato detto, in Levitico viene definito addirittura un atto “abominevole” agli occhi di Dio. Da quanto abbiamo letto possiamo capire in quali terribili condizioni spirituali si trova chi fa queste cose. <br />La grande maggioranza di chiese evangeliche condanna la fornicazione tra maschi e tra femmi-ne. Alcuni teologi e pastori delle chiese storiche, però, fanno passare per giusto ciò che agli occhi di Dio è un'infamia, proclamano verità quello che è un’abominazione. Essi ci accusano di insensibilità perché non vogliamo accettare come fratelli e sorelle in Cristo coloro che praticano questo infame peccato. Dicono: Anche se sono dei peccatori, voi che vi ritenete salvati non lo siete? Vogliamo rispondere loro: Certo che siamo tutti peccatori, nessuno è senza peccato, ma ci sono peccatori pentiti che si sono ravveduti, invocando il perdono del Signore e abbandonando il proprio stile di vita pec-caminoso e peccatori che continuano a perseverare orgogliosamente nel proprio peccato. I nostri peccati sono stati crocifissi con Cristo e con Lui sepolti nel nostro battesimo. <br />Come ci furono nel passato, scrive l’apostolo Pietro, “ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione... Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata” (2 Pietro, 2:1-2). Il danno provocato da questi “falsi dottori” è grave, ma il Signore ha riservato loro “la punizione nel giorno del giudizio; soprattutto quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri”.<br />“Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità”..., (2 Pietro, 2: 9-10) “come be-stie prive di ragione, destinate per natura a essere catturate e distrutte, dicono male di ciò che igno-rano... Hanno occhi pieni d'adulterio e non possono smetter di peccare;<br />...sono figli di maledizione!” (2 Pietro, 2: 12,14). <br />“Costoro sono fonti senz'acqua e nuvole sospinte dal vento; a loro è riservata la caligine delle tenebre. Con discorsi pomposi e vuoti adescano, mediante i desideri della carne e le dissolutezze, quelli che si erano appena allontanati da coloro che vivono nell'errore; promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto.<br />Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Sal-vatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato dato loro. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: «Il cane è tornato al suo vomito», e: «La scrofa lavata è tornata a rotolarsi nel fango»” (2 Pietro, 2:17-22).<br />I cristiani nati di nuovo non vivono più per se stessi, ma la nuova vita che Gesù ha dato loro e che durerà per tutta l’eternità. Quelli che si convertono e accettano Gesù nel cuore non praticano più alcun peccato, anzi ne hanno orrore. Certo, può succedere che il credente commetta degli errori, ma una cosa è praticare il peccato volontariamente e altra caderci involontariamente. Chi vive volonta-riamente nel peccato, giustifica la propria condizione e continua a commettere il peccato. Invece co-lui che si è convertito a Cristo, se gli accade per qualche disgraziato motivo di commettere un pecca-to, quando se ne accorge è come se un coltello gli trapassasse il cuore e immediatamente si pente in-vocando il perdono divino. Questo perché il peccato non dimora più nel suo cuore, dove regna Gesù. Satana è il tentatore e va sempre attorno cercando di indurci in tentazione e talvolta, a causa della nostra carnalità, della nostra superficialità, della nostra debolezza, ci riesce, ma peccare non è più un desiderio di chi ama Gesù. Mentre la condotta dei fornicatori che peccano coscientemente non è giu-stificabile. <br />È giusto accogliere anche queste povere creature, ma per annunciare loro il vangelo, per invitarle a ravvedersi dal loro peccato e convertirsi a Gesù Cristo. Non dobbiamo giustificare la loro relazione peccaminosa, dobbiamo dire loro: Ravvedetevi, rinunciate al vostro peccato, pentitevi e accettate Ge-sù Cristo nel cuore. Il sangue di Gesù vi purificherà dai vostri peccati, il Signore vi salverà, vi tra-sformerà la mente e il cuore e vi farà diventare nuove creature, solo così potrete entrare nel regno dei cieli. “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giovanni, 3:3). <br />La parola dice chiaramente: “Guai chi chiama bene il male” (Isaia, 5:20). Il fatto che la convi-venza fuori dal matrimonio e i rapporti omosessuali non siano più considerati un peccato non vuol dire che non lo siano più neanche davanti a Dio. Non dobbiamo lasciarci convincere che queste siano cose giuste. Noi cristiani non dobbiamo conformarci ai valori di questo mondo. Dobbiamo indossare “l’abito delle nozze” (Matteo, 22:11-14), cioè vivere nella purezza, come la sposa di Cristo che vive in vista del ritorno dello sposo.<br />Il matrimonio è un’istituzione divina, il riflesso dell’amore celeste, espressione del rapporto tra Gesù Cristo e la Chiesa. Non dobbiamo violare i valori spirituali che contiene! La Parola di Dio è incontestabile, i fornicatori, gli adulteri e gli effeminati, se non si ravvedono, non erediteranno il re-gno di Dio. È scritto: “Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodo-miti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi...” (1 Corinzi, 6:9-11).<br />Noi tutti vivevamo un tempo immersi nel peccato. Abbiamo commesso molti peccati di cui ora ci vergogniamo e a causa dei quali non avremmo mai ereditato il regno di Dio. Chi di noi è senza peccato? Infatti, “Non c'è nessun giusto, neppure uno...: tutti hanno peccato” (Romani, 3:10,23). Ma ci siamo ravveduti e convertiti a Gesù Cristo. Da quando abbiamo accettato Gesù Cristo nel nostro cuore, la fornicazione e l’impurità tra di noi non deve più essere neppure nominata (Efesini, 5:3). <br />Adesso che apparteniamo a Cristo, sapendo che “è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli”, dobbiamo prendere in seria considerazione l’ammonimento: “Non siate dunque loro compagni, fratelli miei, perché in passato eravate tenebre ma ora siete luce. Comportatevi come figli di luce..., esaminando cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tene-bre, piuttosto denunciatele” (Efesini, 5:6-11). <br />Vi esorto fratelli, vivete nella luce. Se hai qualcosa da nascondere, significa che di quella ti ver-gogni, non vuoi che si conosca, anche se cerchi di convincerti che non si tratta di una cosa importan-te. I gioielli non si nascondono, quanto abbiamo di bello desideriamo che lo vedano tutti. Invece di nascondere uno sbaglio, ravvediti e vivi nella purezza.<br />Concludo con le parole della Prima lettera ai Corinzi, 5:9-13: “Vi ho scritto di non mischiarvi con i fornicatori, non del tutto però, con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i ladri, o con gli idolatri, perché altrimenti dovreste uscire da questo mondo.” Dio non vi dice di non frequentare i fornicatori e i gay. Per annunciare loro il Vangelo di Cristo, affinché si ravvedano e si convertano, è necessario che li avvicinate. “Ma quello che vi ho scritto è di non mischiarvi con chi chiamandosi fratello sia un fornicatore, un avaro, un idolatra, un oltraggiatore, un ubriacone, un ladro. Con quelli non dovete neppure mangiare. Poiché, devo forse giudicare quelli di fuori? Non giudicate pe-rò voi quelli di dentro? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio in mezzo a voi stessi”. Abbiamo il dovere di giudicare la condotta di quelli che si chiamano fratelli. Nella Chiesa non deve essere tollerata nessuna specie di peccato, né di impurità, perché i credenti sono la luce del mondo. <br />Il Signore Gesù viene presto. <br />La grazia del Signore Gesù Cristo sia con voi.<br />Pastore Veglio Jugovac<br /> La semplicità è compagna della verità come la modestia lo è del sapere. |
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