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IoSonoGiacomo: la testimonianza
Cari fratelli, care sorelle, cari amici, care amiche.<br /><br />Tutti voi, o quasi, saprete chi sono, ma oggi in occasione del mio battesimo, voglio raccontarvi la mia testimonianza di fede, il modo cioè che il Signore ha usato per portarmi a Lui, così potrete cercare di capirmi, comprendermi e, comunque, conoscermi meglio.<br />Voglio cioè attraverso la mia storia, testimoniare non tanto dell’esistenza di Dio, quanto della sua presenza fra noi, quindi dell’ opera e della potenza che ha manifestata nella mia vita.<br /><br />Il mio nome è Giacomo Todaro: nato in un piccolo paesino sulle colline del catanzarese, da due stupendi figli di nostro Signore, Tommaso e Caterina. Questo in genere, il fatto cioè che sono figlio di credenti, potrebbe portare a conclusioni: ma so bene ed anche molti di voi lo sanno, che non è proprio sempre così: Una prima dimostrazione ne è il mio battesimo all’età di 31 anni, vorrei poi anche aggiungere che i miei genitori erano gli unici credenti in quella zona, e per un ampio raggio.<br /><br />• È vero che, fin dal mio sempre, da piccolissimo, la mia famiglia mi ha, tramite la lettura della Parola, insegnato la Via la Verità e la Vita (Giovanni 14:6) : Gesù Cristo.<br /><br />• È vero quindi che, ho sempre conosciuto ed amato il mio Signore.<br /><br />• È vero che, intorno agli undici anni, quando ai campi ragazzi di Paolo Moretti ed Otello a Poggio Ubertini sentii parlare di conversione il terreno mi bruciava sotto ai piedi fin quando non sono riuscito ad arrivare solo soletto in cameretta per piegare le mie ginocchia davanti a Lui per promettergli la mia vita.<br /><br />• Ma è vero anche che ogni anno, di ritorno dal campo, mi re-immergevo nel mio paesino di stretta mentalità, dove tanto soffrivo in silenzio la mancanza di una Chiesa e di ragazzi come me con cui poter condividere le mie esperienze di fede e l’amore per Cristo… mentre l’influenza del mondo faceva su di me un lavoro niente male…<br /><br />Finita l’età dei campi, avevo già imparato le migliori strade dell’alcol, delle droghe, delle varie dissolutezze, della violenza e della cattiveria. <br />Si.<br />Ero diventato cattivo: lo sanno bene i miei vecchi amici, ed i miei genitori: il peccato dominava la mia vita, e non sto parlando dei peccati, quelli sono solo i frutti, parlo del peccato, della, cioè, separazione da Dio.<br /><br />Lo avevo relegato in un angolino così piccolo del mio cuore, che me ne dimenticavo sempre, e quando trovai anche una ragazza non credente, mi lanciai a testa bassa in una lunga avventura. Ma come tutte le cose che non sono benedette dal Signore finiscono, dopo ben 8 anni, anche noi ci dovemmo arrendere all’evidenza. <br /><br />Impazzivo, il senso di vuoto che negli anni era sempre più cresciuto dentro di me, e che avevo cercato di riempire con qualsiasi altra cosa, ora mi urlava e vibrava nelle viscere, e nel continuo tentativo di colmarlo peggiorava ulteriormente. D’altro canto, vivevo già da anni a Bologna e la città, si sa, offre di più! Cercavo pace dappertutto, mi immergevo anima e corpo in tutto quello che poteva assorbirmi, per ritrovarmi ogni sera sempre più solo e vuoto, ad anestetizzarmi i sentimenti. <br /><br />Fin da bambino avevo conosciuto la morte, e ci ho convissuto fino ad oggi, ho visto morire giovani e vecchi, parenti, amici e conoscenti, ed anche mio fratello ho visto sull’orlo del baratro. Anche questo ha scosso il mio animo, ed ha contribuito a dare alla mia vita il senso di assurdità che gli apparteneva: perciò, ho odiato la vita, perciò, tutto ciò che si fa sotto il sole mi è divenuto odioso, perché tutto è vanità, è un correre dietro al vento (Ecclesiaste 2:17). <br />È stato quello uno dei momenti in cui, svuotato del significato della mia stessa vita, mi dovetti accorgere che Lui era li, e che c’era sempre stato in quell’angolino. Sta scritto: “ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20). <br /><br />Bussava da sempre e sempre più forte, ed in alcuni momenti diventava insopportabile ma lo sappiamo bene… non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ed io non me ne volevo proprio rendere conto. Rimasi a casa dal lavoro per qualche mese perché la mia azienda stava fallendo e cercavo un nuovo lavoro, quando mi accorsi che la mia Bibbia, quella che i miei genitori mi avevano regalata da bambino era sempre stata li, chiusa, ad aspettare. Avevo tempo, quindi la aprii e cominciai a cercare daccapo le cose che già un tempo avevo saputo, e pagina dopo pagina, la mia vita prendeva forma, riscoprivo chi ero e perché ero così, rivedevo la strada che stavo percorrendo ed il mio cuore si volgeva alla Via alla Verità ed alla Vita, a Dio, a Gesù Cristo. <br />Il tempo passava, e man mano che i miei occhi cominciavano a vedere più chiaramente, dentro mi si accendeva un fuoco: avevo voglia di condividere, parlare, confrontarmi: avere comunione. Cercai quindi dei credenti che avevo già conosciuto in passato, e di lì a poco, il passo fu breve fino a questa stupenda Chiesa, dove sono stato accolto con grande gioia, disponibilità e pazienza: in una parola, amore, l’amore di Cristo che risplende da chi lo conosce. <br />Qualcuno una volta mi disse che all’interno di ognuno di noi c’è un vuoto a forma di Dio e niente e nessun altro lo può riempire, ed io di robaccia avevo tentato di mettercene tanta. <br />Comunque,finalmente Dio si era fatto trovare, ed iniziammo una relazione. Piano piano, pezzo per pezzo, giorno per giorno mi insegnava a fidarmi di Lui, a metterlo al centro della mia vita, ad osservare i suoi comandamenti, ad amarlo, mentre consolava la mia povera anima dolorante e gli dava pace. <br />Non che questo oggi sia finito, anzi, ho capito che non finirà mai: non sono e non sarò mai perfetto, ma Lui mi ama così come sono. Non giusto ma giustificato, perché mi ha perdonato. E piano piano, pezzo per pezzo, giorno per giorno mi porta sempre più vicino a Lui e guida la mia vita per sentieri di vera giustizia.<br /><br />Da quei giorni in cui ero a casa senza lavoro, cioè solo un anno e mezzo fa, Lui ha cambiato la mia vita visibilmente ed indiscutibilmente: Mi ha dato un buon lavoro da impiegato tecnico che faccio con piacere, mi ha aiutato a perdere tante brutte abitudini, mi ha fatto riscoprire la gioia di vivere, ed ha dato una risposta a tutte quelle domande che nel corso della mia vita avevo dovuto accantonare… Mi manca ancora una ragazza, lo so, ma risolveremo anche quello…<br /><br />In cinque parole, “mi ha dato la pace interiore o se preferite la felicità”.<br /><br />Vorrei concludere ringraziando un po’ tutti voi, e non solo perché siete qui oggi, ma:<br /><br />• La mia famiglia per la pazienza e l’amore di sempre,<br /><br />• I miei fratelli di fede per l’aiuto nello studio della Bibbia e la loro vicinanza,<br /><br />• I miei amici perché negli ultimi tempi mi sono fatto vedere poco, ma hanno capito che per me era importante,<br /><br />• Dio perché mi ha dato tutto questo: a Lui sia la gloria<br /><br /><br />Amen.<br />
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